stanco91
Dimmi, in quale preciso momento un individuo smette di essere quello che crede di essere? Mi tagli un braccio, vabbè, io dico me e il mio braccio. Mi tagli anche l’altro braccio, io dico me e le mie due braccia. Togli il mio stomaco, i miei reni, ammettendo che sia possibile, io dico me e il mio intestino. Segui vero? E ora, se mi tagli pure la testa, che cosa direi? Me e la mia testa o me e il mio corpo? Che diritto ha la mia testa di chiamarsi me?
-L’inquilino del terzo piano, Roman Polanski (via stanco91)